Progetto Sette Regioni

Scoprite dove viene svolto il progetto More »

Manifestazioni e Gare

Tutte le gare e le manifestazioni Libertas le troverai qui. More »

RISULTATI

Tutti i risultati delle Società Libertas More »

FOTO

Ecco tutte le foto che ci avete inviato More »

More than Sport

JUDO non vuol dire solo Agonismo More »

CONTATTI

Vuoi darci suggerimenti cerchi delle informazioni guarda qui. More »

CALENDARI ATTIVITA LIBERTAS

Scopri le date di tutti gli eventi Libertas More »

 

Category Archives: Editoriale del Presidente

La Libertas verso un 2018 all’insegna dello Sport per tutti

Si conclude il 2017 con un bilancio decisamente positivo per la Libertas.

Con il seminario del 17 dicembre, tenutosi a Messina, si è chiuso il “tour formativo” lungo tutto il Paese rivolto ai quadri dirigenti periferici Libertas. Prima Scorzè (VE) poi Novara e Roma, ed infine la città siciliana hanno rappresentato una grande opportunità per crescere, per confrontarsi, per approfondire le tematiche relative al Registro CONI 2.0 e al sistema contabile enonomico-patrimoniale, ma soprattutto per guardare al futuro con un cauto ma doveroso ottimismo.

Nel corso del 2018 saranno realizzati – a livello centrale e territoriale – progetti ed eventi con il coinvolgimento di tutto il corpo associativo. Sarà un grande cantiere per ribadire la nostra presenza sul territorio, per consolidare i rapporti con le istituzioni e con gli enti locali. Intercorrono i preliminari con referenti di alto livello per sottoscrivere protocolli di intesa finalizzati a promuovere la visibilità della Libertas e ad incentivare la politica dei servizi.

Lo sport dilettantistico attraversa un momento estremamente delicato. Gli enti di promozione sportiva – consapevoli delle notevoli criticità – hanno unito gli intenti per conferire una forza contrattuale univoca nei confronti delle istituzioni. Emblematica è stata l’azione svolta per la qualifica di associazioni di promozione sociale in seno al Registro Unico del Terzo Settore.

Su questi temi si era svolto un incontro con il tavolo tecnico-legislativo del Ministro dello Sport che dovrebbe prevedere la partecipazione anche del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per trovare una soluzione normativa con il D. Lgs. 117/2017 (Codice del Terzo settore). E’ importante confermare il riconoscimento delle organizzazioni sportive dilettantistiche come soggetti attivi nel Terzo Settore a partire dal ruolo sociale che svolgono.

Il 1° gennaio 2018 sarà attivata la delibera del CONI che esclude tutta una serie di attività sportive dichiarandole non ammissibili per l’iscrizione al Registro del Comitato Olimpico e pertanto non più considerate meritevoli di pubblico interesse e, di conseguenza, neppure destinatarie della fiscalità di vantaggio.

In controtendenza con le determinazioni del Consiglio Nazionale del CONI, il Presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni ha recentemente annunciato che si impegnerà per inserire lo yoga nelle ore di educazione fisica a scuola confermando l’indagine ISTAT sull’attività sportiva che conferisce cittadinanza a coloro che svolgono un’attività motoria finalizzata al benessere psicofisico.

Queste profonde contraddizioni sono state definite “schizofrenie decisionali” in un recente comunicato stampa congiunto sottoscritto all’unanimità dagli enti di promozione sportiva ACSI – AICS – ASC – ASI – CNS LIBERTAS – CSAIN – CSEN – CSI – CUSI – ENDAS – OPES – MSP – PGS – US ACLI – UISP.

In questo scenario nebuloso deve crescere la determinazione di tutto il movimento sportivo per chiedere al Governo, al Parlamento ed al CONI di fare una riflessione sulle laceranti criticità che potrebbero procrastinare nel tempo la riforma del sistema Sport Italiano fortemente auspicata dalla Libertas in sintonia con le recenti dichiarazioni del Presidente del CONI Giovanni Malagò.

 

La Libertas in prima linea per la tutela del volontariato

Il mondo dello sport dilettantistico e sociale sta attraversando una fase molto delicata. Le decine di migliaia di associazioni sportive che sono chiamato a rappresentare stanno esprimendo tutta la loro legittima preoccupazione. Ogni cambiamento epocale genera apprensione se non è guidato e supportato da una visione chiara, coerente e condivisa.

Già nei mesi scorsi, con la Riforma del Terzo Settore, l’equilibrio dello sport dilettantistico è stato minato dal rischio che correrebbero le ASD e gli EPS nel non poter beneficiare della qualifica di associazioni di promozione sociale, vedendosi di conseguenza sempre più ai margini del terzo settore. A tal proposito si è tenuto un proficuo incontro, nel mese di settembre, con il tavolo tecnico legislativo del Ministro dello Sport, Luca Lotti. Al tavolo hanno partecipato, oltre alla portavoce del Forum, i rappresentanti dei 9 enti di promozione sportiva aderenti al Forum: ACSI, AICS, CNS LIBERTAS, CSEN, CSI, OPES ITALIA, PGS, UISP, US ACLI. In quell’occasione il Ministro ha dato piena disponibilità a collaborare in un’azione concertata e diretta con il Forum Terzo Settore e le sue rappresentanze tecnico-legislative sportive, sottolineando ancora una volta la sua convinzione circa il reale valore sociale dello sport. D’altro canto, noi rappresentanti dell’associazionismo sportivo dilettantistico abbiamo ribadito la nostra ferma volontà nel vedere riconosciute le ASD quali soggetti attivi all’interno del Terzo Settore italiano.

Motivo di ulteriore disorientamento, oggi, è rappresentato dal “pacchetto sport” della Legge di Stabilità. Nello specifico, dall’inserimento nel panorama dei soggetti sportivi della nuova figura di società sportiva dilettantistica lucrativa. Nella Manovra di bilancio 2018, o almeno nella bozza che è circolata recentemente, il Legislatore ha introdotto la possibilità di esercitare l’attività sportiva dilettantistica in forma di impresa. Difatti, i commi da 2 a 4 dell’art. 40 del disegno di legge dispongono che le attività del settore sportivo dilettantistico possono essere esercitate con scopo di lucro in una delle forme societarie di cui al titolo quinto del libro quinto del Codice Civile.

Innanzitutto è doveroso chiarire alcuni aspetti.

Laddove si decidesse di costituire una società sportiva dilettantistica lucrative, o di trasformare una società dilettantistica no profit in una for profit, sono previste una serie di prescrizioni nello statuto sociale deputate alla verifica dell’effettiva attività sportiva svolta. Il comma 3 dell’art. 40 del disegno di legge vincola infatti lo statuto delle società sportive dilettantistiche con scopo di lucro ad avere un contenuto prestabilito. Lo statuto della società sportiva dilettantistica lucrativa dovrà contenere:

  1. nella denominazione o ragione sociale, la dicitura “società sportiva dilettantistica lucrativa”;
  2. nell’oggetto o scopo sociale, lo svolgimento e l’organizzazione di attività sportive dilettantistiche;
  3. il divieto per gli amministratori di ricoprire la medesima carica in altre società o associazioni sportive dilettantistiche affiliate alla medesima federazione sportiva o disciplina associata ovvero riconosciute da un ente di promozione sportiva nell’ambito della stessa disciplina;
  4. l’obbligo di prevedere nelle strutture sportive, in occasione dell’apertura al pubblico dietro pagamento di corrispettivi a qualsiasi titolo, la presenza di un «direttore tecnico» che sia in possesso del diploma ISEF o di laurea quadriennale in Scienze motorie o di laurea magistrale in Organizzazione e Gestione dei Servizi per lo Sport e le Attività Motorie (LM47) o in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate (LM67) o in Scienze e Tecniche dello Sport (LM68), purché in possesso della laurea triennale in Scienze motorie

La posizione assunta dalla Libertas rispetto all’introduzione di questa nuova figura di società sportiva dilettantistica è netta: il volontariato sportivo va tutelato in quanto rappresenta quasi il 50% dell’intera promozione sociale italiana.

Va tutelato perché da oltre settant’anni lavora capillarmente per il bene della comunità sportiva. Va tutelato perché è protagonista dei processi evolutivi e delle rapide trasformazioni nella società complessa. Cittadinanza attiva, imprinting valoriale, progettualità competitiva, modelli alternativi di “privato sociale”, ecc. costituiscono gli inputs motivazionali per rivendicare una centralità nella vita del Paese, per integrare il ruolo educativo e formativo della scuola e della famiglia, assumere una leadership sociale in prima linea, esplorare nuovi territori istituzionali, incidere nell’immaginario collettivo.

Inoltre, in questa veste più “imprenditoriale” della società sportiva, il senso di appartenenza di un tesserato rischierebbe di soccombere sotto il peso dell’appetibilità di una distribuzione degli utili finale. La figura dell’associato, dinamico e coinvolto, rischierebbe di lasciar spazio a quella di un membro “di passaggio”, cioè di un mero frequentatore interessato al capitale, svilendo progressivamente la reale attività di pratica sportiva e sociale. Dinamiche, queste, non criticabili aprioristicamente ma che trovano tessuti più adatti in contesti già esistenti, quali le società a responsabilità limitata.

Premettendo che va riconosciuto ed apprezzato lo sforzo profuso dal ministro Lotti nel tentare di cucire un tessuto di interventi quanto più possibile conciliante, la Libertas ritiene impellente una ulteriore responsabilizzazione della politica in materia di sport, auspicando l’intervento di GovernoParlamento e CONI al fine di porre le basi per una ristrutturazione del sistema sportivo italiano.

A questo Governo, a questo Parlamento, ovvero ai prossimi, la Libertas chiede un forte impegno per l’approvazione di una Legge Quadro sullo sport che definisca con chiarezza compiti, competenze ed attribuzioni del dilettantismo sportivo. Ad oggi lo Stato ha prodotto un solo provvedimento legislativo che norma il professionismo.

E’ dilettante, per esclusione, chi non rientra in quella normativa!

Urge, dunque, riforma che tenga conto di problemi e condizioni – reali e concrete – del mondo dell’associazionismo. Che non finisca per esasperare la competizione tra i vari soggetti sportivi. Che tuteli il concetto di sport in quanto elemento fondamentale per il bene della comunità.

La Libertas a lavoro per il futuro dello sport dilettantistico

Con l’approvazione del nuovo Regolamento di funzionamento del Registro CONI, si apre un nuovo scenario per il mondo dello sport dilettantistico.

L’iscrizione al suddetto registro, istituito dal CONI per il riconoscimento ai fini sportivi delle Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche (ai sensi dell’articolo 5, comma 2 lettera c] del D.lgs. 23 luglio 1999, n. 24), è obbligatoria per tutte le società sportive affiliate alle Federazioni Sportive Nazionali (FSN), alle Discipline Sportive Associate (DSA) e agli Enti di Promozione Sportiva (EPS).

I dati Registro, pubblicato sul sito istituzionale CONI, verranno aggiornati dagli Organismi di affiliazione FSN, DSA, EPS e saranno oggetto di controllo da parte del CONI.

La nuova piattaforma informatica – Registro 2.0 – sostituisce i software ad oggi destinati alle associazioni e società sportive dilettantistiche. Il nuovo applicativo, di fatto, ingloba e sostituisce sia il “Registro ASD/SSD” che il “Portale EPS”, andando a gestire in un unico modello tutti i nuclei sportivi dilettantistici (Associazioni Sportive Dilettantistiche e Società Sportive Dilettantistiche) riconosciuti dal CONI, per facilitare il processo di iscrizione per ASD/SSD e dare certezza del numero e dell’identità giuridica dei soggetti coinvolti. Saranno dunque registrate tutte le attività svolte dalle ASD/SSD nell’ambito di attività sportiva e formativa adottata e autorizzata dalle FSN/DSA/EPS. I dati e le modalità della loro acquisizione saranno standardizzati, al fine di rendere trasparenti e congrui i processi statistici, tutelando le stesse in sede di controlli da parte del Ministero della Economia e delle Finanze ed Agenzia delle Entrate. Di conseguenza sarà aumentata la trasparenza dei processi di attribuzione dei contributi riferiti al numero ed all’attività degli affiliati e tesserati.

In tal senso la Libertas intende sostenere le sue strutture periferiche, organizzando su tutto il territorio seminari ad hoc tramite cui formare gli organismi coinvolti in merito agli aggiornamenti circa le tematiche relative al Registro 2.0. Siamo partiti dal Nord-Est, a Scorzè, con il primo incontro del 3 e 4 novembre 2017. Saranno appuntamenti deputati ad approfondire tutte le tematiche più sensibili, occasioni di scambio e dibattito per rimanere coesi, coordinati e pronti ad assorbire “l’urto” di un cambiamento così sostanziale.

Oggi, più che mai, esiste la necessità di essere vigili, di restare in sella ad un presente in costante mutamento. Tenendo a mente, però, quanto fatto in settantadue anni di storia. Quanti cittadini avvicinati allo sport, quanti atleti in erba consegnati a palcoscenici di prestigio.

Con il fine ultimo e comune di trovare una strada che porti la Libertas ad avere il futuro che merita, anche e soprattutto tramite l’aggiornamento e l’adeguamento della propria azione – centrale e periferica – alle nuove normative attraverso i percorsi indicati dal CONI.

Anche nello sport si diffondono gli A.D.R.

Si consolida la possibilità di introdurre metodi alternativi di risoluzione delle controversie in ambito sportivo con riguardo, in particolare, alle procedure di conciliazione e mediazione. L’art. 1 del d.lgs. n. 28/2010 in materia di mediazione civile evidenzia sia l’attività di mediazione, intesa quale “attività, comunque denominata, svolta da un terzo imparziale e finalizzata ad assistere due o più soggetti sia nella ricerca di un accordo amichevole per la composizione di una controversia, sia nella formulazione di una proposta per la risoluzione della stessa” che quella di conciliazione intesa quale “composizione di una controversia a seguito dello svolgimento della mediazione”.

Sono procedimenti flessibili che presentano indubbi vantaggi rispetto alle forme di risoluzione classiche dei conflitti che impongono uno svolgimento formale del contenzioso. Le caratteristiche di queste formule innovative si possono individuare nella maggiore celerità, nei minori costi e, in particolare, nello svolgimento del procedimento in un contesto meno formale e più personale tra le parti. Questi procedimenti flessibili risultano efficaci per dirimere le controversie in materia di tesseramento e – nello specifico – quelle relative alla concessione del nulla osta, considerato che il vincolo porta in concreto a limitazioni consistenti sulle scelte future (soprattutto se si tratta di atleti minori).

Nel corso degli ultimi anni è cresciuta considerevolmente la pressante domanda di un intervento legislativo che sia in grado di regolamentare una nuova disciplina in materia di vincolo sportivo per gli atleti dilettanti e giovani. La consuetudine di “contrattualizzare” il rapporto tra la società sportiva e l’atleta dilettante tramite la procedura del tesseramento deve tenere in debita considerazione l’affermazione del ruolo sociale ed educativo dello sport sancita dall’art. 165 del Trattato di Lisbona.

Inoltre lo sport dilettantistico si deve uniformare ai principi ed alle regole dell’Unione Europea osservando – come imprescindibile bussola di riferimento – gli obiettivi e gli orientamenti indicati dalle linee-guida di alto profilo esplicitate nel “Libro bianco sullo sport”.

Nell’ottica di una moderna e funzionale ricerca di soluzioni legislative più flessibili e più rispettose della libertà individuale degli atleti dilettanti (soprattutto se giovani) le organizzazioni sportive potrebbero finalmente dotarsi in via sperimentale di un unico organismo di mediazione/conciliazione a livello regionale – competente per tutte le discipline sportive – finalizzato a dirimere le controversie relative alle procedure del tesseramento ed a quelle che afferiscono al rilascio del nulla osta.

 

di Luigi Musacchia,
Presidente Nazionale Libertas

Il corso per docenti “postura-attività fisica-sport” ribadisce le valenze formative della Libertas

Il nostro format online “Libertas Sprint” inaugurava sul numero 6 (31 ottobre 2014) la campagna nazionale di prevenzione ergonomica nella scuola per tutelare l’integrità psicofisica dei giovanissimi. Il focus puntava la lente di ingrandimento sulle risultanze della ricerca “Ergonomia a scuola – A scuola di ergonomia” effettuata dal Dipartimento Medicina del Lavoro dell’INAIL.

Dall’indagine emergeva che i disturbi muscolo-scheletrici (mal di schiena, scoliosi, iperlordosi lombare, ecc.) colpiscono alte percentuali di giovanissimi nelle scuole a causa di patologie posturali nei banchi non ergonomici e di zainetti eccessivamente gravosi che incidono sulla colonna vertebrale in fase di sviluppo.

Il tema della “postura” è stato al centro del corso di formazione per docenti che si è svolto recentemente a Chieti nell’Aula “Leonardo Vecchiet” del Centro Universitario di Medicina Fisica e Riabilitativa dell’Università degli Studi “Gabriele D’Annunzio”. Fra le finalità del corso quella di rendere i docenti consapevoli delle relazioni tra la postura e la dinamica corporea all’interno dei programmi di attività fisica adattata e in relazione alle attività sportive agonistiche.

La corretta preparazione atletica e l’attività fisica sono intrinsecamente legate alla capacità di mantenere un assetto posturale idoneo. Il corso fornisce strumenti e conoscenze per la prevenzione dei traumi e delle lesioni sportive, per implementare la performance e nuovi indici e tecnologie per la definizione dei programmi di allenamento. Inoltre una sessione del corso è dedicata ad approfondire il tema del primo soccorso sui campi di gara. Il laboratorio e le valutazioni in campo permetteranno l’acquisizione di metodologie e tecniche da poter utilizzare nei contesti pratici di lavoro. Il corso fornisce ai docenti di educazione fisica l’opportunità di approfondire gli elementi tecnici, approfondire le proprie competenze attraverso la partecipazione ad un evento di rilevanza nazionale e l’implementazione di competenze.

L’adesione allo SNaQ (Sistema Nazionale delle Qualifiche tecniche) della Scuola dello Sport CONI rappresenta per la Libertas un importante riconoscimento che si affianca alla certificazione di qualità PLC e FAC. La legislazione UE – per quanto concerne la formazione nello sport – sancisce che “per i titoli delle qualifiche sportive rilasciati da federazioni nazionali o da altri organismi sportivi (enti di promozione sportiva) rientrano nel campo di applicazione di questo sistema quando questi organismi sono stati formalmente abilitati da un’autorità pubblica (Scuola dello Sport CONI) a rilasciare tali qualifiche”.

Legalità – trasparenza gestionale – etica fiscale per le associazioni sportive dilettantistiche

La lealtà ed il rispetto delle regole, principi che caratterizzano il mondo dello sport, devono valere non solo all’interno del campo di gioco ma anche nei rapporti con il fisco. Talvolta le norme che il legislatore ha scritto per disciplinare lo sport dilettantistico sono ambigue, di non facile interpretazione e gli adempimenti richiesti risultano a volte complessi. Ma queste motivazioni non devono costituire un alibi per il dirigente sportivo. La Libertas ha sempre informato la base associativa sostenendo che le asd (associazioni sportive dilettantistiche) sono soggetti privilegiati sotto il profilo fiscale. Basti pensare alla decommercializzazione dei corrispettivi specifici versati dai soci e dai tesserati per le attività svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali, al regime forfetario di cui alla Legge 398/91 che introduce una serie di semplificazioni contabili ed alla disciplina dei compensi agli sportivi dilettanti. Pertanto occorre rispettare sempre i principi della legalità e della trasparenza gestionale.

“Anche le associazioni sportive dilettantistiche – sostiene il Presidente del CONI Giovanni Malagò – devono diventare un palazzo di cristallo trasparente, esemplare, aperto e partecipato, caratterizzate quindi da comportamenti corretti nei confronti non solo dei soci ma di tutti i soggetti sociali che possono e devono  verificare in che modo l’associazione persegue i propri fini istituzionali”.

Responsabilità e consapevolezza dei dirigenti sportivi nel rispetto dei codici comportamentali devono necessariamente passare anche attraverso la formazione. In questa direzione il percorso intrapreso dalla Scuola dello Sport del CONI è finalizzato ad offrire conoscenze e competenze necessarie per gestire in modo trasparente le associazioni sportive dilettantistiche. La Libertas – in sintonia con gli orientamenti formativi del CONI – ha intensificato la sensibilizzazione delle società affiliate con una rete di consulenze (fiscali, civilistiche, amministrative, ecc.) capillarizzata su tutto il territorio nazionale ed articolata in tre macroaree che saranno curate da esperti qualificati di consolidata esperienza nel settore specifico delle associazioni sportive dilettantistiche.

La visibilità e soprattutto la credibilità di un ente di promozione sportiva si acquisisce con i codici comportamentali che devono essere improntati sulla legalità, sulla trasparenza gestionale e sull’etica fiscale. “Legalità, correttezza, rispetto delle regole – sosteneva Pietro Menneacostituiscono la base fondante dei valori più genuini dello sport”.

Prof. Luigi Musacchia

Presidente Nazionale CNS Libertas

Attività sportiva transnazionale della Libertas in Europa

La Libertas ha aperto un nuovo fronte di attività sportiva in Europa con la recente adesione alla CSIT (Confédération Sportive Internationale Travail). Sono oltre 3mila gli atleti iscritti ai prossimi World Sports Games che si svolgeranno a Riga in Lettonia dal 13 al 18 giugno 2017. Cresce l’adesione alle “Olimpiadi amatoriali” della Confédération Sportive Internationale Travail riconosciuta dal CIO e presieduta – per la prima volta in 103 anni di storia – da un italiano Bruno Molea.

Quello appena conseguito alla chiusura delle pre-iscrizioni on line è il miglior risultato di sempre per i World Sports Games della CSIT: nel 2010 a Lignano Sabbiadoro gli atleti furono 1.600, nel 2013 a Varna in Bulgaria furono poco meno di 1.800, nel 2015 ancora una volta a Lignano Sabbiadoro gli atleti furono quasi 2.000 a conferma di un’emergente domanda internazionale di sport amatoriale (sono già 48 i Paesi aderenti alla CSIT).

Lo sport è senza dubbio un collante trasversale che abbatte le barriere ideologiche e razziali.

Numerosi Paesi politicamente e socialmente distanti (come, per esempio, Iran e Israele) possono essere collegati dai valori universali dello sport che aprono canali di dialogo e di distensione. E’ un grande progetto che può mettere insieme etnie e culture diverse sotto la bandiera cosmopolita della condivisione sportiva.

Per queste motivazioni la Libertas ha aderito con entusiasmo alla Confédération Sportive Internationale Travail che si propone – nell’immediato futuro – di consentire la partecipazione anche agli atleti diversamente abili. Si realizzeranno finalmente le “paralimpiadi amatoriali” quale prestigioso valore aggiunto alle azioni che i Paesi più evoluti portano avanti nell’area della promozione umana e dell’inclusione sociale. Lo sport di base è ormai un formidabile promotore di valori largamente condivisi che trovano sensibili referenti anche nel CIO.

Nell’ambito della CSIT la Libertas andrà a tessere una rete di scambi bilaterali per consentire lo sviluppo di una nuova progettualità sportiva, turistica e culturale. Il salutismo, il benessere psicofisico, la tutela ambientale rappresentano la punta avanzata di un’emergente domanda sociale che certamente consente alla Libertas di aprire canali di comunicazione con i movimenti associativi che già operano in Europa nella prospettiva di migliorare la qualità della vita.

 

Prof. Luigi Musacchia

Presidente Nazionale CNS Libertas

Protocollo ANCI – EPS per promuovere sport e municipalità sul territorio

di Luigi Musacchia
8 febbraio 2017

Sul nostro house organ “Libertas Sprint” del 15 novembre 2016 abbiamo evidenziato il binomio sport e territorio. Torniamo sull’argomento per un approfondimento importante a seguito del protocollo di intesa sottoscritto recentemente dagli Enti di Promozione Sportiva e dall’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani). Sono ormai maturi i tempi per una collaborazione integrata fra le comunità locali e gli attori protagonisti dello sport sociale.

I numeri dell’ANCI esprimono una realtà associativa profondamente radicata nel territorio in oltre 100 anni di attività. Un percorso costruito con la piena condivisione  delle autonomie locali verso il traguardo della crescita sociale e culturale della cittadinanza. Il ruolo dell’ANCI ha conseguito prestigiosi riconoscimenti fra cui la “medaglia d’oro al merito civile” conferita nel 2004 dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi con la motivazione “Per lo spirito di dedizione ai valori del complesso dei Comuni italiani”.

I Comuni hanno delega in materia di promozione sportiva nei rispettivi territori ai sensi della norma vigente (DPR 616/77 art. 60). Riconoscono la pratica sportiva come elemento fondamentale nei processi di crescita formativa, integrazione sociale e culturale della popolazione. Sono proprietari di quasi tutti gli impianti sportivi presenti nei propri territori: stadi, piscine, impianti polivalenti, palestre, campi di calcio, ecc. (dall’indagine CNEL-CONI-Regioni del 2003 risultano 148.800 spazi per le attività sportive).

Il protocollo di intesa coinvolge 15 Enti di Promozione Sportiva che associano oltre 7 milioni di cittadini ed oltre 66.000 società/associazioni sportive. A questi numeri si aggiungono le 12.000 società sportive di base che non sono iscritte al Registro del CONI. Svolgono attività sportiva rivolta ai cittadini di ogni età e di ogni ceto sociale all’insegna dei valori educativi, formativi, inclusivi e salutisti. In particolare rivolgono una sensibile attenzione ai minori ed ai giovani per avviarli alla pratica motoria e sportiva con istruttori qualificati che diffondono lo “sport per tutti”.

Alla luce di queste considerazioni gli Enti di Promozione Spotiva e l’ANCI hanno concordato le linee progettuali di un impegno che sarà attivato in sintonia con imprescindibili punti di riferimento: Carta Europea dello Sport; Libro Bianco sullo Sport dell’Unione Europea; incremento della pratica motoria e sportiva per tutti, nessuno escluso; tutela della salute ed opposizione al doping;  Health City e Manifesto “La Salute nelle Città: bene comune”. Il protocollo di intesa attiverà anche una grande e capillare campagna di sensibilizzazione al fine di prevenire fenomeni degenerativi (bullismo, drop-out sportivo, sostanze dopanti) e patologie sociali in allarmante espansione (obesità infantile, diabete giovanile, sedentarietà senile, ecc.).

Prof. Luigi Musacchia

Presidente della Libertas

Lettera del Presidente

Lettera Presidente Nazionale Libertas – Elenco Discipline Sportive Dilettantistiche

Linee progettuali della Libertas per il quadriennio 2017 – 2020

di Luigi Musacchia
20 dicembre 2016

Dai lavori dell’Assemblea programmatica di Riccione sono emersi proficui orientamenti sulla ‘governance’ dello sport: costruttiva collaborazione con il CONI; leale confronto con gli altri Enti di Promozione Sportiva; positiva reciprocità con le FSN (Federazioni Sportive Nazionali) aprendo un tavolo permanente di condivisione dalla stesura di convenzioni paritetiche al riconoscimento delle attività formative; definizione delle aree (agonistica e sociale) nel pieno rispetto delle autonomie avviando espressioni integrate e concordate di cooperazione a livello centrale e territoriale; semplificare le procedure per l’iscrizione delle società sportive dilettantistiche al Registro istituito dal CONI.

Lo sport non può e non deve essere un personaggio pirandelliano in cerca d’autore. Deve essere interpretato come un fenomeno di costume e di massa che si evolve verso un profilo alto di emancipazione sociale. Oltre l’èlite sportiva che miete allori alle Olimpiadi nel tripudio dei vessilli tricolori esiste un Paese sportivamente difforme con larghe aree di sottosviluppo strutturale (carenza di impianti) e culturale (pseudoginnastica nelle scuole).

Intensificare e qualificare lo sport nella scuola significa avviare un processo evolutivo di civiltà. Fra le priorità mettere in sicurezza gli edifici scolastici e dotarli di infrastrutture revisionando i banchi ormai anacronistici che – ignorando le norme ergonomiche – determinano nei giovanissimi le patologie posturali.

I giovani rivendicano gli spazi in senso fisico ed anche metaforico: spazi per praticare l’attività motoria, per socializzare, per costruire valori, per vivere emozioni, per includere le diversità. Alla base di tutto questo c’è una nuova visione dello sport di cittadinanza fondata sulla parola ‘etica’ tanto enfatizzata e poco applicata. La Libertas ritiene che debbano essere attuate tutte le azioni (campagne contro il doping, prevenzione ergonomica, cultura del fair play, ecc.) per diffondere anticorpi valoriali contro le devianze psicosociali ormai endemiche (bullismo nelle scuole, teppismo negli stadi, allarmante diffusione delle sostanze dopanti anche fra le società sportive dilettantistiche, ecc.).

Quest’ultimo riferimento conferma la sensibile attenzione della Libertas verso lo sport promozionale di base. Rivolgo le più sincere espressioni di gratitudine al centri Libertas (comunali – provinciali – regionali) che mantengono alto il prestigio del nostro movimento su tutto il territorio nazionale. Dai lavori dell’Assemblea di Riccione è emersa l’esigenza di adeguare il modello organizzativo e progettuale alle rapide trasformazioni in atto nella società complessa. Auspico che sia il preludio di una formidabile spinta propositiva per affrontare le sfide dell’immediato futuro con la forza dell’identità, l’orgoglio dell’appartenenza, il coraggio delle scelte.

 

Prof. Luigi Musacchia

Presidente Nazionale Libertas