IL MODELLO MADDALONI: SPORT MODELLO DI VITA E AVAMPOSTO DI LEGALITÀ

14 Aprile 2015 at 12:54

Pordenone

Martedì 21 aprile dalle 17.30 alle 19 il maestro Gianni Maddaloni della Judo Star Napoli di Scampia sarà ospite a Pordenone nella Sala Teresina Degan della Biblioteca civica all’interno di un incontro rivolto agli amministratori delle politiche sociali, ai tecnici e agli operatori delle politiche giovanili, alle associazioni sportive e ai genitori. Modererà la serata Stefano Venuto della Cooperativa sociale Itaca, coordinatore de I Ragazzi della Panchina e del Progetto Top operatività di strada.
Sempre attento alle problematiche della società civile ed in particolare del mondo dei bambini, Maddaloni offre la propria esperienza come tecnico in uno dei quartieri più disagiati di Napoli, Scampia. Oggi la società da lui fondata è una delle organizzazioni sportive più prestigiose a livello agonistico e più impegnate a livello sociale. In particolare il “modello Maddaloni” rappresenta un interessante case study per quel che riguarda la presa in carico integrale della famiglia, e non solo del minore, in un contesto territoriale complesso e con situazioni di estrema fragilità economica e sociale.
La serata, organizzata dalla Polisportiva Judo Villanova  Libertas di Pordenone – che si ritrova in questi principi in quanto nata in un quartiere popolare all’epoca assai disagiato e che anche attraverso lo sport si è poi modificato – si inserisce all’interno delle celebrazioni per il 70° anniversario di fondazione Libertas, ente di promozione sportiva cui la Polisportiva è affiliata.
L’asse Pordenone-Scampia si è aperto già in passato con l’esperienza della Polisportiva Judo Villanova, che da anni collabora con il maestro Maddaloni, e dei Ragazzi della Panchina e con la visita del sindaco Claudio Pedrotti nel quartiere napoletano. Basta ricordare lo spettacolo teatrale “La legge è uguale per tutti”, frutto di una collaborazione tra l’Asl Na2Nord di Napoli e l’Ass n.6 di Pordenone, presentato proprio a Scampia e Afragola.
Un ponte che si consolida quello tra Pordenone e Scampia, per riflettere sulle buone pratiche nell’ambito delle politiche giovanili e sulle possibilità che lo sport e l’operatività di strada offrono in campo educativo, aggregativo e di prevenzione. Per valorizzare la portata e l’originalità delle reciproche esperienze, confrontandosi direttamente con chi da anni lavora positivamente e fruttuosamente in questo campo.
Ampio il partenariato coinvolto che vede in prima linea la Polisportiva Judo Villanova con il Comune di Pordenone, che ha concesso il patrocinio all’iniziativa, l’associazione I Ragazzi della Panchina e la Cooperativa sociale Itaca con il Progetto Genius Loci, il Progetto Top e il Progetto Pn-School.
La giornata del 21 aprile inizierà fin dal primo mattino, alle 9.30 Gianni Maddaloni interverrà a Cinemazero incontrando oltre 270 tra studenti degli Istituti superiori di Pordenone Pertini e Leo-Major, giovani del Consiglio comunale dei ragazzi del Comune di Pordenone in collaborazione con la associazione Eupolis di Porcia, e alunni delle scuole medie pordenonesi Pasolini e ex terzo Drusin. Alle 15 “Tutti sul Tatami”, allenamento aperto rivolto ai ragazzi delle scuole primarie e delle medie dell’Istituito comprensivo Pordenone sud.

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dal MESSAGGERO VENETO

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Autodifesa – legittima difesa

8 Aprile 2015 at 14:54

Con l’organizzazione della polisportiva Villanova Judo Libertas di Pordenone, è iniziato al PalaZen il corso di “Legittima difesa personale”. La prima lezione ha registrato una soddisfacente partecipazione, a conferma che l’argomento proposto è molto sentito fra la gente. Il tecnico Andrea Vignola ha potuto così dare il via a quella che sarà una due mesi di full immersion sulle modalità di autodifesa e le nozioni inerenti la legittimità della stessa, disciplinata dall’articolo 52 del codice penale. Il programma prevede tecniche, suggerimenti comportamentali, strategie e quant’altro possa dare la possibilità a chi non ha un allenamento da atleta (e tanto meno nozioni di arti marziali) di poter affrontare eventuali situazioni critiche. Il corso  durerà due mesi, e le lezioni si tengono ogni lunedì e mercoledì dalle ore 19 alle 20. Per chi fosse interessato  può trovare tutte le informazioni al sito www.legittimadifesapersonale.it.

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Gemellaggio Pasquale Mions-Villanova

7 Aprile 2015 at 20:38
Le associazioni Libertas: Polisportiva Villanova, judo libertas Porcia, judo Vittorio Veneto e “crescere sul tatami” judo libertas durante le vacanze di pasqua si  sono ritrovati a Mions, dove tra il Club locale e la polisportiva villanova c’e un pluridecennale rapporto di collaborazione tecnica e di amicizia . La tre giorni è iniziata con  uno stage tecnico condotto da Arnaud Perrier, responsabile tecnico della squadra nazionale francese  Juniores. Tutti gli atleti sono stati ospitati nelle famiglie dei judoka.
La mattina seguente i ragazzi hanno ripreso lo studio tecnico con altri insegnanti; il tutto si è concluso con un pentagonale fra i club.
Di seguito i risultati :
1^ classificati:
Iordache Alexandra Polisportiva Villanova
Babuin Davide pol. Villanova
Viva Alessandro pol. Villanova
Menegatti Mattia porcia
Martin Andrea porcia
Cigalotto Andrea porcia
2^ classificati:
Camilot Chiara pol. Villanova
Castoro Vincenzo porcia
3^ classificati:
Bortolin Marianna pol. Villanova
Fabbri Giorgia “crescere sul tatami”
Babuin Daniele pol. Villanova
Bortolin Marco pol. Villanova

Pasut Riccardo pol. Villanova
Serodine Samuel “crescere sul tatami”
Il weekend pasquale si è concluso con una visita guidata a Lione.
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Lo sport…una passione

31 Marzo 2015 at 20:31

Qualunque esso sia,  sport è sempre sinonimo di impegno, passione e speranza. Un vero sportivo deve possedere qualità non comuni: un equilibrio tra decisione, perseveranza, fiducia in se stessi e consapevolezza dei propri limiti.

Perché lo sport è questo: una tensione incontrollabile, un’ energia incontenibile, medaglie e coppe, ma anche sconfitte e delusioni. La gioia di salire su un podio, di ricevere una stretta di mano e una medaglia, la soddisfazione di sentirsi finalmente ripagati di tutti gli sforzi e i sacrifici di tanto tempo: è questo ciò per cui uno sportivo  combatte, questo ciò che lo spinge ad amare ciò che fa. Purtroppo però la vita di un atleta non è solo gloria e successi, a volte bisogna avere la forza per affrontare, e superare, le sconfitte. Fanno male, deludono, fanno versare lacrime di rabbia, ma sono un momento importante, indispensabile, per prendere coscienza dei proprio errori, dei propri limiti, delle proprie esitazioni o arroganze.

Dal dolore di una sconfitta nasce la voglia di vincere, nasce la forza che può portare ad allenamenti più lunghi e più duri, a sacrifici ancora più grandi., nasce, prima di tutto, il desiderio di superare se stessi, prima ancora degli avversari.

Chi non comprende questo concetto, non potrà mai considerarsi un vero atleta.

Nello sport, quello vero, quello amato con passione, non contano classifiche e punteggi, ciò che importa è esprimersi, saper dosare le proprie energie, superare i propri limiti e poter così conoscere se stessi, il proprio corpo e le proprie capacità. Voglia di vincere diventa quindi voglia di affermare la propria forza, voglia di vedere realizzate fatiche, e sogni, per se stessi e per la propria squadra. Aspetto fondamentale dello sport è il senso di squadra,di appartenenza ad un gruppo appunto: un senso di unione che va al di là delle singole diversità e dei particolari conflitti; far parte di un gruppo significa sentire su di sé il peso delle speranze e delle fatiche degli altri.

E la paura di deluderli è superata dalla totale fiducia recIproca.

E’ bello sentirsi parte di una squadra: si combatte insieme per tagliare lo stesso traguardo, non servono parole di incoraggiamento, solo sguardi, perché si provano le stesse emozioni, le medesime paure. Lo stile di vita attivo insegna anche a stare insieme, insegna il rispetto, la correttezza, e l’importanza della fiducia.

Lo sport dona momenti preziosi, in cui ci si sente soli con il proprio corpo, momenti di totale estraniazione dal mondo. La partenza di una gara di corsa, un rigore in una partita di calcio, il match point di una partita di pallavolo, salire sul tatami per affrontare il proprio avversario, ogni sport dona istanti decisivi, in cui il mondo esterno scompare, c’è silenzio, l’unico rumore è il proprio respiro, la mente è libera da ogni pensiero. Sono frazioni di secondo, in cui si riesce ad ascoltare il proprio animo, poi ritorna il rumore dei passi, le grida del pubblico, ritornano gli avversari, i consigli dei tecnici.

Infine, quando si ottiene una vittoria, quando si raggiunge un nuovo record personale, allora ci si sente pervasi da un’ enorme felicità, una di quelle felicità che a distanza di mesi e anni donano ancora sorrisi e brividi, una felicità che fa ricordare perché si ama così intensamente lo sport. E allora tutto ritrova il suo significato: gli allenamenti al freddo, le tensioni prima di un incontro importante, le lunghe discussioni con l’allenatore, lo stress di una gara, i sacrifici, le fatiche… tutto per un istante di felicità: ne è valsa la pena. Tutte quelle difficoltà fanno crescere, fanno maturare, fanno diventare persone più forti, e forse, migliori.

Perché lo sport è soprattutto questo: sogni. sogni incredibili e irrealizzabili  che danno significato alla vita.

Tutto questo è lo sport.

Campioni d’Italia? Riflessioni di un atleta della Polisportiva Villanova

31 Marzo 2015 at 12:44

Sabato 28 marzo 2015 si è conclusa la terza edizione de Il dialogo creativo con l’appuntamento dedicato alle seconde generazioni e allo sport.

Nella saletta Degan della Biblioteca civica, il sociologo Mauro Valeri ha affrontato il tema della cittadinanza e del razzismo in ambito sportivo a partire dal libro Campioni d’Italia? Le seconde generazioni e lo sport, Sinnos 2014. Nelle varie discipline è evidente il problema dei ragazzi cresciuti in Italia ma che, almeno per la burocrazia, ancora italiani non sono. E così atleti forti, a volte campioni veri, sono costretti ad affrontare, oltre alle consuete rivalità sportive, sfide di tutt’altro genere.

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Riflessioni di Marvin Bedel  atleta della Polisportiva Villanova judo libertas invitato ad intervenire.

Campioni d’Italia? Le seconde generazioni e lo sport

Campioni d’Italia? Perchè un ragazzo per me italiano, in quanto nato in Italia, di seconda generazione, ossia figlio di immigrati stranieri, non può essere considerato tale?

Al giorno d’oggi la frase corretta da dire non è “immigrato in terra straniera”, bensì  “italiano  in una  terra che non ti considera tale”.

Ho partecipato attivamente al dialogo dopo essere stato invitato a prendervi parte.

L’argomento principale di questo dibattito è stato il razzismo in ambito sportivo e i problemi legati alla cittadinanza, tutti abbiamo già sentito parlare di cori razzisti, insulti ai giocatori di etnie e religione diverse dalla nostra.

Cosa è emerso dal dibattito?

In Italia il razzismo nello sport è diffusissimo principalmente a causa della classe dirigente che si permette di avere un linguaggio poco adatto allo sport stesso, spesso insultando direttamente solo per il colore della pelle di una persona o cercando, come detto dal signor Valeri, di aggirare la Costituzione ed il Codice Civile tramite leggi ordinarie che favoriscono, per esempio, solo una piccola minoranza di stranieri ( esempio, si cercò di far ottenere cittadinanza ad un  numero ristretto di immigrati in quanto promesse del calcio…).

Pratico uno sport secondo me diverso da molti altri e soprattutto dal calcio; da quasi 13 anni faccio judo, un’arte marziale orientale, giapponese. In questo sport non si è mai sentito parlare di razzismo, ne credo se ne sentirà mai.

Vi chiederete il perché suppongo; il judo è basato su una forma di rispetto reciproco non solo tra compagni di squadra, ma anche tra avversari, è uno sport basato sull’onore, sulla lealtà e sul rispetto delle regole e credo sia proprio questa la chiave per essere in armonia con se stessi e con gli altri.

Un’altra motivazione è sicuramente il fatto che il judo è uno sport relativamente poco conosciuto, considerato uno sport minore e di conseguenza non c’è nessun interesse economico da parte di sponsor o politici .

Dunque cosa si può fare annullare questa spirale di odio razziale che sta colpendo il nostro paese?

Una possibile soluzione potrebbe essere quella di discuterne a scuola, insieme agli studenti, intrattenendosi in veri e propri dibatti ,la scuola è un luogo fertile, nel quale il razzismo si sta diffondendo rapidamente.

I mass media ,responsabili in parte della diffusione di questo fenomeno,  potrebbero contenersi nel dire, nello scrivere cose che possano suscitare reazioni poco amichevoli dei cittadini.

L’unica cosa di cui sono sicuro però, e che, continuando cosi, l’Italia sta condannando se stessa ad un futuro peggiore di quello che sta vivendo in questo momento…

Questo dibattito è stato ,per me, un’esperienza sicuramente positiva in quanto mi ha aperto gli occhi su alcune questioni sociali e politiche di cui ero completamente all’oscuro e di cui è positivo approfondire le mie conoscenze.

Il dialogo sicuramente aiuta a far emergere positività e negatività che messe a confronto, mescolate, amalgamate sicuramente riusciranno a portarci ad una pur non facile soluzione.

Quello che vorrei dire per concludere è:” Continuiamo a parlarne.”

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Auguri di una Buona e Felice Pasqua dalla Libertas

30 Marzo 2015 at 21:41

L’ufficio stampa del CNS Libertas esprime gli auspici per le festività pasquali

con l’aforisma di alto profilo pronunciato da un indimenticabile big etico-sportivo:

 

“Dedico le mie medaglie ad un mondo migliore

dove uomini e donne possano battere l’odio

per il colore della pelle con i colori dell’anima.”

Jesse Owens

4 medaglie d’oro – Olimpiadi di Berlino 1936

 

E dal presidente:

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Convegno Pordenone – Il modello Maddaloni

30 Marzo 2015 at 21:38

La Polisportiva Villanova vi invita al convegno il “Modello Maddaloni”: sport modello di vita e avamposto di legalità con Gianni Maddaloni, Martedì 21 Aprile dalle 9.30 alle 11.30 presso il Cinemazero dalle 15/16 Tutti sul tatami e dalle 17.30 sino le 19 presso la sala Teresina Degan della Bibblioteca di Pordenoneinvito 4.001

 

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Collegiale Villanova – Parma

29 Marzo 2015 at 15:54

Nei giorni di Sabato e Domenica 28 e 29 marzo presso il Palazen si è svolto un allenamento Collegiale fra le società Libertas:
KSDK Parma, Lanzi Colorno Galaxy, Judo Colecchio, Punto Blu Monticelli, Dojo Trieste, Pol. Villanova Cordenons, Crescere sul Tatami, Judo L. Porcia e l’organizzatrice dell’evento la Polisportiva Villanova che ha ospitato 85 giovani atleti (nati dal 2005 al 2003) presso il Palazen con il seguente programma.

Sabato allenamento dalle 16.30 alle 18 poi dopo essersi tutti sistemati passeggiata e visita del centro di Pordenone con particolare interesse per il carcere, ritorno presso il Palazen per ricca cena e gioco libero, ore 22.00 circa nanna?

Domenica  ore 7 sveglia seguita da una bella corsa all’aperto e piccola preparazione atletica  a seguire colazione con le mitiche brioches di Peratoner dopo un “attimo” di svago e poi allenamento in fine ennesimo buffet con le prelibatezze portate dai cordialissimi ospiti.

Grande la soddisfazione generale per il lavoro svolto e il divertimento dei ragazzi merito anche dei tanti volontari che hanno seguito preparato e organizzato l’evento.

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Chi si sente più giovane vive più a lungo

28 Marzo 2015 at 6:59

Un atteggiamento postivo nei confronti di se stessi e della vita, aumenta il benessere fisico e mentale

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Uno studio su larga scala conferma l’idea che la sensazione di essere più giovane rispetto alla propria età anagrafica riduce le probabilità di morire.

Andrew Steptoe, della University College di Londra (Regno Unito), e colleghi hanno analizzato i dati raccolti su oltre 6.000 adulti, di età superiore a 52 anni. Nel 2004/2005, i ricercatori hanno chiesto ai partecipanti quanti anni si sentivano. Più di due terzi si sentiva almeno tre anni più giovane rispetto alla età reale, mentre un quarto sentiva la reale età e meno del 5% si sentiva più vecchio.

Il team ha seguito i soggetti fino a marzo del 2013, trovando che circa il 14% di coloro che si sentivano più giovani era morto, rispetto a circa il 19% di coloro che si sentivano la loro età e circa un quarto di coloro che si sentivano più anziani.

Lo studio conferma, ancora una volta, l’importanza che l’attitudine ha nella vita. Sentirsi più giovani e in salute, fisica e mentale, contribuisce a ridurre le possibilità di ammlarsi e di morire.

Foto NON SOLO JUDO

23 Marzo 2015 at 21:19

Con riferimento all’articolo : NON SOLO JUDO

Le foto dell’evento

foto con assessore
NELLA FOTO CONSEGNA MAGLIETTA LIBERTAS ASSESSORE ALLO SPORT COMUNE DI NOTO SIG. SEBASTIANO FERLISI, SIMON ROMANO E BELLOMO MASSIMO

foto agrumi
ABBUFFATA DI AGRUMI CON I BAMBINI

altre foto della manifestazione:
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